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È nata una Stellantis

19/01/2021 - Ha debuttato ieri a Milano e Parigi e sbarcherà oggi a Wall Street il titolo Stellantis, nato dalla fusione tra Fiat-Chrysler e Psa conclusasi lo scorso 16 gennaio. Un debutto al rialzo: nel primo giorno di contrattazioni ha guadagnato un 7,57% raggiungendo una capitalizzazione di 42 miliardi di euro. “Un traguardo storico e una straordinaria opportunità”, ha commentato il presidente John Elkann mentre Carlos Tavares, Chief Executive Officer già al timone di Psa dal 2014, ha ribadito che la fusione crea valore per 25 miliardi.

Venti i marchi nella galassia Stellantis: Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroen, Comali, Dodge, Ds Automobiles, Fiat, Fiat Professional,   Free2Move, Jeep, Lancia, Leasys, Maserati, Mopar, Opel, Peugeot, Ram, Srt, Teksid e Vauxhall. Oggi quarto gruppo al mondo, dopo Volkswagen, Toyota e Renault Nissan Alliance, con circa 8 milioni di veicoli prodotti e un fatturato di 190 miliardi punta a scalare ulteriormente la classifica facendosi strada soprattutto nei mercati orientali, Cina in primis.

Exor con una quota del 14,4% è il principale azionista del nuovo gruppo, seguita dalla famiglia Peugeot, con il 7,2%, lo stato francese con il 6,2% e i cinesi di Dongfeng con il 5,6%.

Nel consiglio di amministrazione oltre ai due amministratori esecutivi Elkann e Tavares ci sono nove amministratori non esecutivi: Robert Peugeot (Vice Presidente), Henri de Castries (Senior Independent Director, in qualità di Voorzitter ai sensi della legge olandese), Andrea Agnelli, Fiona Clare Cicconi, Nicolas Dufourcq, Ann Frances Godbehere, Wan Ling Martello, Jacques de Saint-Exupéry e Kevin Scott.

 Il piano industriale di Stellantis è atteso prima dell’estate. 

Rimangono preoccupate per il timore di chiusure di stabilimenti e tagli di personale le sigle sindacali nonostante le rassicurazioni giunte dai vertici.

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