La crisi economica cinese comincia a far sentire la propria onda lunga anche in Europa e i primi a pagarne le spese – nel settore automotive - sono quelli di Volvo Auto, senza farlo apposta posseduti da cinesi, in particolare quelli di Geely. Ebbene, venerdì scorso in occasione della terza trimestrale dell’anno, il marchio svedese ha annunciato ad azionisti e stampa economica l'intenzione di tagliare, da qui alla fine del prossimo anno, 2.500 posti di lavoro sui 42mila attivi, in seguito a un netto calo nel mercato cinese che ha pesato sui risultati del terzo trimestre. La Casa di Göteborg ha infatti registrato una perdita operativa di 5,6 miliardi di corone svedesi (circa 504 milioni di euro) nel terzo trimestre, a fronte di un utile operativo di 6,4 miliardi di corone (quasi 576 milioni di euro) nel periodo precedente.
L’azienda ha archiviato un declino di circa il 50 per cento del giro d’affari in Cina e un altro calo cospicuo, come conseguenza dell’introduzione dei dazi da parte dell’amministrazione Trump, negli Stati Uniti d’America, dove ‘l’Iron Mark’ è sempre stato apprezzato, soprattutto dalle famiglie più abbienti, che evidentemente non vogliono però accollarsi l’aumento del listino Volvo.
Il piano prevede risparmi per cinque miliardi di corone sulle spese indirette e sui costi variabili, attraverso la chiusura di contratti con consulenti, il naturale turnover del personale e incentivi all'esodo mirati. Entro la fine del 2027, le spese indirette dovrebbero quindi risultare inferiori d’un quarto rispetto a quelle del 2024. In un’intervista rilasciata al canale tv economico Cnbc, il Ceo di Volvo Auto, Håkan Samuelsson, ha dichiarato che stante la crescente alternativa offerta da marchi cinesi sempre più aggressivi, si aspettava sì una ripercussione sull’azienda da lui guidata, ma non così in fretta, per cui urge correre immediatamente ai ripari. In primis, appunto, effettuando le ristrutturazioni aziendali di cui sopra, quindi lanciando sei nuovi modelli che saranno introdotti in Cina – dove l’intenzione è comunque di restare – a partire da metà 2027, modelli tutti basati su piattaforme cinesi Geely.
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