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Nessuna rivoluzione

Residuali, in Italia, le nuove forme di mobilità condivisa mentre si conferma centrale il ruolo dell’auto privata. Per quanto riguarda l’elettrico cresce in modo diseguale, guidato più che da una domanda reale da incentivi temporanei e campagne commerciali aggressive. È quanto emerge dalla ricerca ‘Il futuro sbagliato della mobilità. Rimettere il cliente al volante del settore per evitare l’uscita di strada’, realizzata da ANIASA e Bain & Company.

Lo studio mostra come molti dei trend più raccontati degli ultimi vent’anni non abbiano generato la discontinuità attesa: l’acquisto dell’auto resta fortemente analogico e di prossimità, con il concessionario locale che rimane un perno. Il 62% dei clienti italiani inizia il percorso di acquisto online, ma circa il 90% delle vendite viene finalizzato entro cinque interazioni, prevalentemente offline e in concessionaria.

Nella Penisola, la mobilità quotidiana continua a ruotare attorno all’auto privata, con oltre il 75% degli utenti che ne fa un uso ricorrente, mentre car sharing, bike sharing, monopattini e taxi rimangono soluzioni di nicchia, utilizzate in modo soprattutto occasionale e da una quota limitata della popolazione.

Sul fronte dell’elettrico, la ricerca evidenzia una transizione più fragile del previsto. In Italia, nel 2025 le BEV rappresentavano tra il 5% e il 7% delle immatricolazioni, in maniera abbastanza omogenea tra Nord, Centro e Sud e con una penetrazione limitata nel canale privati.

La ricerca ANIASA–Bain affronta anche il tema della sostenibilità economica dell’auto. Dal 2013 al 2024 il prezzo medio delle vetture nuove in Italia è cresciuto di oltre il 50%, spinto da inflazione, carenza di semiconduttori e spostamento verso segmenti più alti, mentre il reddito familiare netto è aumentato molto meno (+29%). Il risultato è che sempre più famiglie rinviano l’acquisto di un’auto nuova o ripiegano sull’usato e l’accesso ai modelli elettrici – tipicamente più costosi – si concentra nelle aree e nelle fasce di reddito più alte.

A livello europeo, la correlazione tra PIL pro capite e quota di auto elettrificate supera l’80%, segno che l’adozione dell’elettrico segue la ricchezza molto più delle intenzioni normative; in Italia lo stesso legame si osserva tra PIL regionale e diffusione di BEV e PHEV.

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