Fa discutere un reportage della televisione economica americana Cnbc che mette in luce la violenta crisi che sta affliggendo il comparto automotive in Cina. L'autunno, tradizionalmente il periodo di punta per l'acquisto di veicoli nel Paese, si presenta quest'anno con molti autosaloni vuoti o addirittura chiusi. Periodo pandemico a parte, quella che viene definita la stagione del ‘settembre d'oro e ottobre d'argento’ è, nel 2026, la più fiacca dell’ultimo quarto di secolo. Le persone non acquistano automobili a causa dell'instabilità del mercato del lavoro e il costante calo dei prezzi degli immobili hanno minato la fiducia dei consumatori. Inoltre, il Governo ha ridotto gli incentivi, come i sussidi per la rottamazione dei veicoli obsoleti e le agevolazioni fiscali per l'acquisto di auto elettriche.
Secondo la China Passenger Car Association, nei primi nove mesi del 2026 le vendite al dettaglio di autovetture in Cina hanno raggiunto quota 13,33 milioni di unità, registrando un calo del 21,7 per cento rispetto all'anno precedente. L'associazione prevede che, per l'intero 2026, le vendite al dettaglio di autovetture sul mercato interno cinese subiranno una flessione del 22 per cento, scendendo a 18,5 milioni di veicoli: un dato inferiore a quello registrato durante il primo anno della pandemia.
Persino i veicoli elettrici, che un tempo rappresentavano un punto di forza, sono in calo. In Cina, le vendite di auto a benzina stanno diminuendo a causa della transizione del Paese verso i veicoli elettrici, tuttavia, secondo l'associazione di categoria, anche le vendite di veicoli ‘new energy ‘ – categoria che include anche quelli elettrici – hanno registrato un calo del 12,8 per cento nel periodo da gennaio a settembre. Insomma, finito l’acquisto d'impulso a causa della difficile situazione economica, le persone impiegano più tempo prima di sostituire la propria auto.
Secondo gli analisti, l'intensa concorrenza ha dato luogo, negli ultimi anni, a spietate guerre sui prezzi. E questo è uno dei motivi principali per cui le case automobilistiche cinesi hanno rivolto il proprio sguardo verso i mercati esteri, e anche il motivo per cui Pechino teme che partner come gli Stati Uniti e l'Europa possano erigere barriere commerciali coordinate contro le sue ingenti esportazioni di veicoli. Stando ai dati dell'Ufficio nazionale di statistica cinese, nei primi nove mesi dell'anno l'industria automobilistica ha subìto una contrazione dei profitti pari al 22,8 per cento su base annua. Così, per preservare la liquidità, molte concessionarie auto si sono trasferite in sedi meno onerose e hanno anche ridotto gli sconti applicati, in attesa che i consumatori cinesi ricomincino a comprare auto.
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