L’industria italiana segna il passo. Il calo dell’1% rispetto a maggio e dello 0,6% su base annua è però compensato dal recupero dei mezzi di trasporto, +10% nel primo semestre, che permette di chiudere gennaio-giugno con un comunque modesto +0,5% nel confronto con lo stesso periodo del 2025. Più marcato il recupero degli autoveicoli: la produzione cresce infatti del 22,7% nel semestre e del 10,5% a giugno, confermandosi uno dei pochi comparti manifatturieri in espansione insieme alla produzione di computer, elettronica e ottica, alla fornitura di energia, ai prodotti farmaceutici e alle industrie alimentari. Netta flessione, invece, per le industrie tessili, dell’abbigliamento, della pelle e degli accessori (-7,1%).
Dopo il forte ridimensionamento registrato nel 2024 e nella prima parte del 2025, la filiera automotive sta beneficiando della graduale normalizzazione della produzione e di una domanda più sostenuta. Una ripresa che rappresenta un elemento favorevole per l’industria manifatturiera, ma che non è comunque sufficiente a compensare la debolezza di altri comparti.
Secondo la Cna Artigiani e imprenditori d’Italia, gli indici Istat “confermano che il sistema non ha ancora imboccato un percorso stabile di crescita. Il calo dell’1% registrato a giugno rispetto a maggio, diffuso a quasi tutti i principali raggruppamenti industriali, interrompe i segnali moderatamente positivi emersi nei mesi precedenti”. Da qui la richiesta di “inserire nella prossima legge di bilancio misure e procedure semplici per favorire gli investimenti delle piccole imprese”.
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