Rivedere la fiscalità delle flotte aziendali per trasformarle da anello debole a motore dell’elettrificazione italiana. Anfia, Aniasa, Motus-E e Unrae hanno sottoscritto una proposta congiunta che consentirebbe l’immatricolazione di circa 400.000 veicoli a zero e basse emissioni nel triennio 2027-2029, a fronte di un impegno finanziario stimato in 515 milioni di euro. La proposta prevede inoltre l’eliminazione della penalizzazione fiscale sulla ricarica domestica, misura che ‘vale’ meno di due milioni e mezzo.
Le risorse ci sono: la clausola di flessibilità apre infatti uno spazio di bilancio per finanziare investimenti con effetti strutturali sulla riduzione delle emissioni e sulla transizione verso una mobilità più sostenibile. In Italia le auto aziendali rappresentano poco meno del 30% delle nuove immatricolazioni, contro circa il 60 nell’Unione europea. Un divario che rallenta non solo la diffusione dell’elettrico, puro e plug-in, ma anche il rinnovo del parco circolante e l’immissione di veicoli più efficienti nel mercato dell’usato.
Coerente con la strategia europea (dal Clean Corporate Vehicles Regulation all’Industrial Accelerator Act e all’Electrification Action Plan) che riconosce l’elettrificazione delle flotte come leva per la decarbonizzazione, la competitività industriale e la sicurezza energetica, l’intervento alimenterebbe un circolo virtuoso a beneficio dell’intera filiera automotive e del tessuto produttivo del Paese. La proposta è stata trasmessa al Ministero dell’Economia e delle Finanze e alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.
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