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Il prezzo di connettività e basso impatto

24/03/2020 - Connettività e guida autonoma, sebbene destino sempre meno interesse a livello globale, piacciono agli italiani che non sono però disposti a pagare di più per usufruirne. Se devono mettere mani al portafoglio lo fanno per acquistare, invece, auto a basso impatto ambientale purché vi siano certezze sulle prestazioni e le modalità di ricarica. È quanto emerge dal Global Automotive Consumer Study 2020, una ricerca condotta da Deloittesu oltre 35.000 consumatori in 20 Paesi nel mondo.

Gli italiani sembrano dunque pronti ad affidarsi alla guida autonoma: solo il 25 per cento degli intervistati ritiene che non sia sicura, contro il 48 per cento degli statunitensi, il 47 dei giapponesi e il 45 per cento dei tedeschi. Quanto si è disposti a pagare questa tecnologia? Un italiano su quattro non è disponibile a corrispondere alcun 'premium price' e uno su tre sarebbe pronto a riconoscere non oltre 400 euro. Stesso discorso per la connettività.

Altro capitolo, la mobilità ecologica. Cresce l’interesse per le vetture dal basso impatto, elettriche e ibride, in tutti i Paesi occidentali e l’Italia non fa eccezione. Oggi il 71 per cento degli abitanti della Penisola si dichiara interessato a questa tipologia di veicoli contro il 58 per cento di un anno fa. A frenare ancora le vendite in questo caso non è il maggior investimento, ma i timori sull’affidabilità e sulla durata delle batterie. Il 57 per cento del panel non è disposto a scendere a compromessi sull’autonomia che deve aggirarsi sui 500 km (nonostante la percorrenza giornaliera media sia di 43) e il 45 per cento vorrebbe avere la certezza di poter effettuare una ricarica completa in circa 30 minuti.

La scarsità delle infrastrutture di ricarica delle batterie nel territorio non aiuta. Ma chi dovrebbe occuparsi della loro realizzazione? Le compagnie elettriche per il 39 per cento del campione, gli enti pubblici per il 30 e gli Oem per il 19.

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