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La grande sfida

7/11/2016 - Un’industria, quella dell’auto, che sta cambiando a ritmi velocissimi e che nei prossimi 15 anni dovrà affrontare più sfide che nell’ultimo secolo. È quanto emerge dalla ricerca condotta da AlixPartners dal titolo “Guida autonoma e connessa: l’industria dell’auto si reinventa”.

Addio, innanzitutto, ai sistemi di propulsione tradizionali: nel 2030 metà di tutte le autovetture sarà dotata di un propulsore elettrico o ibrido e quasi tutte sfrutteranno la tecnologia della connettività. I servizi online influenzeranno considerevolmente l’esperienza di guida e offriranno nuove opportunità di ricavo, mentre nelle aree urbane proseguirà l’espansione della mobilità individuale attraverso servizi di car sharing con soluzioni free floating. 

Bisognerà attendere solo tre anni, invece, per vedere il 30 per cento del parco circolante mondiale costituito da connected cars. Entro il 2020 i ricavi collegati allo scambio di dati tra veicoli e utenti raggiungerà i 68 miliardi di euro, circa 160 a veicolo, per applicazioni e servizi a valore aggiunto. Lo studio di AlixPartners sostiene che gli automobilisti saranno pronti a sborsare fino a 800 euro per questi servizi di connettività che porteranno benefici sul fronte delle assicurazioni, dei consumi di carburante, della sicurezza e della manutenzione. L’auto a guida autonoma sarà il punto di arrivo di uno sviluppo complessivo dei sistemi di ausilio alla guida ma nessun veicolo a guida completamente autonoma sarà in strada prima del 2020.

La diffusione dei veicoli a guida autonoma potrà creare più di 20 miliardi di dollari di ricavi per il mercato dei sensori, software e computer, determinando un’accesa concorrenza tra i diversi provider; già oggi la Silicon Valley sta investendo nelle strart-up in tutte le aree di queste tecnologie, con un impegno di risorse pari a circa 900 milioni nel solo 2015 per sistemi di sicurezza, automazione, connessione, navigazione e comunicazione.

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