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Il linguaggio delle luci

20/09/2017 - Quante volte alla guida avete incrociato lo sguardo di un pedone o un altro automobilista per comprenderne le intenzioni? Quando non ci saranno più i driver e le scelte saranno affidate a un computer cosa accadrà? Ford Motor Company sta collaborando con il Virginia Tech Transportation Institute per fornire una risposta. In particolare si sta lavorando alla creazione di un ‘linguaggio’ che permetta ai veicoli a guida autonoma di comunicare, attraverso l’uso di segnali luminosi, le loro intenzioni agli altri utenti della strada.

“Comprendere come i veicoli a guida autonoma influenzino il mondo, per come lo conosciamo oggi, è fondamentale per essere sicuri di creare l’esperienza giusta per il domani, - ha commentato John Shutko, Human Factors Technical Specialist di Ford - dobbiamo vincere la sfida rappresentata dal non avere un conducente in carne e ossa, riuscendo a creare una modalità di interazione alternativa al cenno del capo o al movimento di una mano, fondamentale per garantire un funzionamento sicuro ed efficiente dei veicoli a guida autonoma all’interno delle nostre comunità”.

Scartata l’idea di un display con testo o simboli, si è deciso di puntare sulla segnaletica luminosa: due luci bianche che si spostano da un lato all’altro per indicare l’arresto del veicolo, una luce bianca fissa per il movimento e una luce bianca che lampeggia rapidamente per riprendere la marcia dopo un arresto.

La sperimentazione che ha permesso ai ricercatori di raccogliere le reazioni delle persone, a bordo di un Transit Connect a guida autonoma simulata è partita ad agosto sulle strade della Virginia. “Questo test sarà utile non solo per gli automobilisti e costruttori d’auto, ma per chiunque cammini, guidi o si ritrovi al fianco di un veicolo a guida autonoma, in futuro - ha detto Andy Schaudt, Project Director, Center for Automated Vehicle Systems, del Virginia Tech Transportation Institute - siamo orgogliosi di sostenere Ford nello sviluppo di questa ricerca molto importante”.

 

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