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Il grande contributo dell’auto

13/07/2016 – È cresciuto ancora nel 2015 il carico fiscale complessivo gravante sulla motorizzazione italiana: stando ai dati diffusi da Anfia ha raggiunto i 71,9 miliardi di Euro, segnando un più 0,5 per cento sul 2014. Il settore automotive ha quindi contributo al gettito complessivo con un 16 per cento.

“Dopo anni di inasprimento delle imposizioni fiscali sui veicoli, a compensazione della perdita di capacità di spesa degli italiani durante la lunga crisi economica, - ha commentato Aurelio Nervo, Presidente di Anfia – la ripresa del mercato auto nel 2015 non poteva che far lievitare ulteriormente questo prelievo, con introiti derivanti dall’acquisto degli autoveicoli, Iva e Ipt, in crescita del 13,6 e dell’11,2 per cento.”

Il gettito derivante dall’utilizzo dell’autoveicolo resta la voce più rilevante, pari all’81per cento (equivalente a 58,2 miliardi di euro) del totale proveniente dal comparto. “I tempi sono maturi – ha continuato Nervo - per attuare una revisione della fiscalità in chiave ambientale – in Ue 20 Paesi su 28 già applicano forme di tassazione in funzione delle emissioni di CO2 al fine di favorire la diffusione dei veicoli ecologici e la sostituzione dei più inquinanti ancora in circolazione. Accelerare questo processo è uno dei driver fondamentali per il raggiungimento dei futuri target di riduzione delle emissioni, oltre a portare con sé vantaggi economici e di sicurezza della circolazione sulle strade.”

Per il secondo anno consecutivo dopo 7 di calo, nel 2015 i consumi complessivi di carburanti sono risultati in crescita dell’1,5 per cento. I prezzi medi alla pompa, invece, hanno subito significative flessioni. “A fronte di una forte riduzione del prezzo industriale dei carburanti – ha aggiunto il Presidente di Anfia - si è assistito ad un’ulteriore crescita della componente fiscale (Iva e accise) sul prezzo finale. E ulteriori rialzi potrebbero verificarsi nel biennio 2017-2018, nel caso scattino le clausole di salvaguardia a copertura delle spese e per il raggiungimento dei target fiscali stabiliti per l’Italia dall’Unione Europea.”

Proseguendo nella ripartizione del prelievo calcolata sui diversi momenti impositivi del “ciclo di vita contributivo” degli autoveicoli, dopo la quota di tassazione derivante dall’utilizzo dell’autoveicolo nel corso dell’anno, si colloca al secondo posto la quota di contribuzione al momento dell’acquisto dell’autoveicolo pari al 10,7 per cento, per un totale di 7,7 miliardi di Euro. Infine, il possesso dell’autoveicolo rappresenta una quota dell’8,3 per cento: 6 miliardi di Euro.

 

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