Menu

E Takata va in fallimento

1/07/2017 – Ve la ricordate la vicenda della giapponese Takata? Ne scrivemmo tempo fa, riportando come i suo airbag difettosi (rischiavano d’esplodere durante la normale marcia) avessero creato non pochi grattacapi a numerosi produttori d’auto, costretti a richiami in massa dei propri veicoli.

Ora, il triste epilogo. Il produttore di airbag (e non solo di quelli) ha chiesto la procedura fallimentare in un tribunale di Tokyo, perché gli indennizzi per tale errore hanno richiesto un esborso pari a 700 milioni di dollari, portando così il ‘buco’ complessivo dell’azienda nipponica a qualcosa come oltre 8 miliardi di euro: la maggiore insolvenza mai registrata da una società del Sol Levante, che ha comportato la sua cancellazione dal listino della Borsa di Tokyo a partire da oggi.

I richiami iniziarono nel 2013 e i costi dei risarcimenti sono cresciuti così tanto da rendere impossibile una ristrutturazione del debito, visto che il Department of Transportation americano ritiene Takata responsabile di undici morti in incidenti d’auto verificati.

Così, il presidente e amministratore delegato Shigehisa Takada ha annunciato le dimissioni, mentre il ministro dell'Economia e dell'Industria giapponese Hiroshige Seko ha annunciato un piano di supporto finanziario per le piccole e medie imprese – circa centotrenta - che potrebbero risentire di questa morte ormai annunciata.

In primo piano
Service Day s’avvicina

14/10/2018 - Poco più d’un mese e s’alzerà il sipario sul quello che è il primo evento italiano dedicato alla filiera non solo degli autoriparatori, ma anche di tutti coloro che si occupano della cura e manutenzione dell'auto.

Leggi tutto
Revisioni, un bell’affare

12/10/2018 - Nel primo semestre del 2018 gli italiani per far revisionare le loro auto presso le officine autorizzate private hanno speso oltre 1,464 miliardi di euro, l’1,1 per cento in più dello stesso periodo 2017. A diffondere il dato è stato l’Osservatorio Autopromotec.

Leggi tutto
Il ‘blocco’ dei diesel secondo Boiani

7/10/2018 – In un interessante articolo pubblicato qualche giorno dal quotidiano milanese Il Giornale, Giorgio Boiani, vicepresidente di AsConAuto, fa alcune considerazioni sul blocco degli Euro 3 diesel (in Emilia Romagna perfino degli Euro 4 privi di Fap) andato in vigore lo scorso 1° ottobre in buona parte del Norditalia.

Leggi tutto
Così non ci stiamo

3/10/2018 - Stop dal primo ottobre ai veicoli a benzina Euro 0 e ai diesel Euro 0, 1, 2, 3 in molti centri del Nord Italia e anche ai diesel Euro 4 in Emilia Romagna. Limitazioni che, fino al prossimo 30 marzo, interessano almeno 3,5 milioni di veicoli, tra autovetture (2,8 milioni) e furgoni (circa 700mila).

Leggi tutto