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Buche da paura

13/03/2017- Nel 2016 in Italia il consumo di asfalto (conglomerato bituminoso per gli addetti ai lavori) è sceso nuovamente ai minimi storici: sono stati impiegati solo poco più di 22 milioni di tonnellate per costruire e tenere in salute le nostre strade. I lavori stradali sono nuovamente ‘al palo’, con circa la metà delle necessarie attività di manutenzione non eseguite. Per riportare in sicurezza il nostro patrimonio stradale occorrerebbe un piano straordinario di almeno 40 miliardi di euro.

Sono questi i principali elementi che emergono dall’analisi presentata da SITEB - l’Associazione dei costruttori e manutentori delle strade ad Asphaltica, il Salone europeo dedicato alla filiera dell’asfalto e delle infrastrutture stradali.

La crescita del 2015 (oltre 23 milioni di tonnellate contro i 22,3 dell’anno precedente) non segnava dunque un’inversione di tendenza: il segno positivo era dovuto ad alcuni grandi lavori eccezionali connessi all’Expo di Milano e all’esecuzione di grandi opere autostradali nel Nord Italia (come Brebemi e Pedemontana). Rispetto a 10 anni fa si impiega la metà dei materiali per effettuare manutenzione su una rete lunga quasi 500.000 chilometri il cui valore complessivo è stimato in 5.000 miliardi di euro.

 “La situazione in Italia resta difficile - ha evidenziato il presidente di Siteb Michele Turrini - il patrimonio stradale è oggi molto degradato e notevoli sono i disagi per gli utenti della strada. Investiamo in manutenzione quanto 30 anni fa, ma su una rete molto più estesa e trafficata in condizioni già critiche da anni”. E i primi a pagare questa situazione sono ovviamente gli automobilisti alle prese con buche che sembrano sempre più vere e proprie voragini.

 

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